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La Pineta di Levante

Il mare alla fine della Pineta di Levante
Il Mare alla fine della Pineta di Levante

Viareggio è il mare. Viareggio è il Carnevale. In quanti di voi sanno che Viareggio è anche la Pineta?

Pineta di Ponente e Pineta di Levante. Due parchi cittadini incastonati come Central Park a New York City.
Questa volta vi parlerò della Pineta di Levante, ultimo scampolo di terra del Parco di Migliarino-San Rossore.

Viareggio verde, come mai? Viareggio, come già raccontato nelle puntate precedenti, nasce come terra di confino per i carcerati lucchesi, è una terra paludosa e poco attraente l’unico suo punto di forza è il mare, finché un tale dal veneto, Zendrini il suo cognome, decise di arginare la palude e bonificare l’area vicina a quella che per noi oggi è la spiaggia. Ci riuscì con un sistema di cataratte e di bonifica dei paduli fino ad arrivare a vedere la Pineta di Levante abbastanza simile a quella che è oggi con i pini a difesa della città, barriera naturale alla salsedine e adatto a crescere anche su un terreno sabbioso.

La Pineta di Levante, oggi ultima parte del Parco di Migliarino-San Rossore, ha avuto un’infanzia avventurosa, prima di proprietà della neonata città di Viareggio, poi comprata da Maria Luisa di Borbone che ci costruì un casino di caccia poi trasformato in una vera e propria tenuta di campagna con cappella, riassegnata alla città solamente in epoca fascista tranne la villa di proprietà privata fino al 1985 quando fu donata al “popolo di Viareggio”.

E’ attraversata da un Viale alberato chiamato Viale dei Tigli che collega Viareggio a Torre del Lago e si estende dal mare fino alle prime abitazioni. Nella prima parte si trovano chioschi dove fare un aperitivo o cenare al fresco durante l’estate, la seconda invece, da Villa Borbone in avanti è tutta un susseguirsi di percorsi naturalistici, siamo in un parco naturale,no?!

Il più famoso e battuto di questi percorsi porta da Villa Borbone, località Lecciona, fino al mare. Ci addentriamo lungo un vialetto sterrato e seguendo le indicazioni ci accorgeremo ben presto di camminare nel silenzio avvolti da pini domestici, lecci frassini e olmi; sempre seguendo le indicazioni imbocchiamo il sentiero che ci porta sul mare.

E dalla Pineta si arriva al Mare.
Il Mare dalla Pineta
Dalla Pineta si arriva al Mare

Vi aspetto per la prossima storia di “due passi sotto casa”

Ps: Le informazioni storiche di questo post le ho prese dal libro: “Viareggio. Storia di un territorio.Le marine lucchesi tra il XV e il XIX secolo” di Corrado Benzio. Corrado era un acuto conoscitore della nostra città e la amava moltissimo, se n’è andato troppo presto.

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