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Europa, Futuro

Futuro

Domani si vota per le europee, voto poco sentito ma allo stesso tempo anticipazione delle prossime politiche e tanti altri discorsi che poco hanno a che vedere con queste elezioni.
Un’europa nuova, con molti paesi appena entrati e sicuramente con molta più voglia di partecipare e di far sentire la propria voce all’ interno del parlamento di quanto non abbiamo fatto noi come Italia negli ultimi anni.

Stamani leggevo il giornale con le ultime battute sulle elezioni, poi diversi miei amici mi hanno whatsappato dicendomi che non sapevano chi votare e che forse non sarebbero andati. Allora mi sono cominciata a chiedere perché io,  eterna indecisa, quando si tratta di prendere la scheda elettorale, entrare nella cabina e fare una x e spero fra non molto poter tornare anche a scrivere un nome, non ho mai un momenti di esitazione.  Forse la risposta è molto più semplice di quello che si possa pensare.                            Di là, è meglio!

Sono cresciuta con i miei nonni che ogni volta che domandavo perché avevano deciso di combattere il regime, seppur in modo diverso senza comunque tradire i loro valori e lottando per quello in cui credevano, la loro risposta è sempre stata: “ho fatto quello che c’era da fare” . E ogni volta che ci sono le elezioni io so perfettamente che quel voto sarà sempre un po’ anche loro e solo per merito loro se io mi posso permettere di dire ciò che penso e se nessuno può permettersi di dirmi di stare zitta. E allora il voto di domani conta forse  più di altri perché vorrà dire porre un altro mattoncino per rendere più reale quel progetto messo in piedi da alcuni politici illuminati che avevano capito, appena finita la guerra, che il nostro futuro per essere migliore del loro, non sarebbe potuto essere quello di vivere ognuno chiuso dentro i propri confini naturali ma quello di poter crescere con le nostre famiglie in quel grande Paese che è l’Europa.

Riposo

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